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Esequie

Il 27 settembre 1910, dopo il decesso di Jorge Chavez, il vincitore delle Alpi, il primo uomo nell’attraversarle su di una macchina volante più pesante dell'aria, fu vegliato nella stessa stanza dell’Ospedale di San Biagio dove venne preparata la camera ardente. Gli abitanti di Domodossola furono presenti e visitarono la camera ardente per dare un ultimo addio e rendere un postumo omaggio all’insigne ed apprezzato aviatore. La sfilata dei visitatori continuò tutto il giorno, mercoledì 28 settembre.

Il giorno dopo, giovedì 29 settembre, la bara fu portata dall’Ospedale di San Biagio fino alla Chiesa Collegiale di Domodossola, per la celebrazione di solenni esequie. Una gran folla, nella gran maggioranza vestita a lutto, accompagnò il corteo, mentre le campane della chiesa rintoccavano. Le dimostrazioni di dolore si apprezzavano nella folla che stava attendendo l'uscita del feretro coperto con i fiori stella alpina che crescono ad alta cuota sulle Alpi e che furono portati lì in maniera speciale per essere messi sul feretro.

Durante lo percorso del corteo funebre, venivano lanciati petali di fiori di differenti tipi, e molte bandiere peruviane ed italiane sventolavano tra il pubblico. Dietro la bara di Chavez, si trovavano sofferenti per la perdita, sua zia e suo fratello Juan, oltre ad autorità, piloti ed amici. Arrivando alla Chiesa Collegiale di Domodossola, la bara di Chavez vi entrò e il reverendo sacerdote italiano Pietro Tettoni pronunciò un commovente discorso funebre. Conclusa la funzione religiosa, i resti di Chavez furono trasportati alla stazione del treno e messi su di un vagone diretto a Parigi, Francia.

exequiasArrivando a Parigi, sabato 1 ottobre 1910, nella Chiesa di San Francesco, si svolsero le esequie di Jorge Chavez alla presenza di importanti personalità ed autorità civili, militari, diplomatiche e religiose, oltre ad un numeroso pubblico.
Alle celebrazioni assistette l'ex presidente peruviano Don José Bruno e Barreda, insieme a tutti i membri della nostra rappresentanza diplomatica e consolare. Per la Francia furono presenti tre decani di tre Ministri di Stato.

Dalla Chiesa di San Francesco, il corteo funebre partì con il corpo di Jorge Chavez diretto al cimitero del Padre Lachaise, a Parigi, dove sarebbe stato sepolto nel mausoleo della famiglia Chavez, vicino ai resti dei suoi genitori. I discorsi commemorativi furono fatti dal Segretario della Missione Peruviana, Don Francisco García Calderon, e da Don M. Leone Barthou, in rappresentanza dell’Aeroclub Francese. I resti dell’aviatore peruviano Jorge Chávez Dartnell rimasero nel mausoleo della famiglia, nel cimitero Pere Lachaise, a Parigi, fino al suo rimpatrio in Perù nel 1957, dopo 47 anni.

Nel mondo intero, i mezzi di diffusione pubblicarono a grandi titoli la morte di un importante pioniere dell’aviazione mondiale, e sottolinearono anche il valore dimostrato da quest’ultimo per vincere le Alpi, in un’impresa che per la prima volta realizzava un uomo alla guida di una macchina volante più pesante dell’aria. Nel Perù si accolse con gran dolore la notizia della morte del giovane aviatore che fece onore alla patria raggiungendo gli allori per la sua impresa di attraversare, su di un fragile monoplano, le grandi montagne delle Alpi, affrontando le pericolose gole rocciose e i venti a mulinello.

Le Camere del Congresso della Repubblica Peruviana resero omaggio all'eroe delle Alpi, con commosse dimostrazioni di cordoglio e di dolore. Nelle chiese di Lima si realizzarono servizi funebri alla memoria di Jorge Chavez Dartnell. Trascrivendo ed ampliando i telegrammi che arrivavano continuamente, i giornali locali informarono sull’impresa compiuta da Chavez, dell'incidente che patì, delle sue ferite, della sua agonia e, finalmente, della sua morte.

Il testo dell'orazione funebre e discorsi necrologi

Archivi Multimediali: Agonia e morte

   
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