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Consegna al Perù dei resti dell’aereo Bleriot XI

bleriotIl 19 marzo 1911, nell’Istituto Storico del Perù si celebrò, alle 2 del pomeriggio e alla presenza di un gran numero di invitati, l’atto di consegna dei resti dell’aeroplano Bleriot XI col quale Jorge Chavez compì l’impresa della traversata delle Alpi il 23 settembre 1910.

I resti furono consegnati dalla famiglia di Jorge Chavez Dartnell al Presidente della Lega Peruviana Per l’Aviazione, il Generale di Brigada Pedro E. Muñiz, e questi, a sua volta, li consegnò al Presidente dell’Istituto Storico, Generale Norberto Elespuru.

Alla cerimonia di consegna assistettero nel palco ufficiale le seguenti personalità: il Prefetto del Dipartimento di Lima – in rappresentanza del Presidente della Repubblica, il Generale di Brigata Pedro E. Muñiz – Presidente dell’Associazione Peruviana Per l’Aviazione –, il Generale Norberto Elespuru – Presidente dell’Istituto Storico – i parenti di Jorge Chavez Dartnell ed i rappresentanti di diverse istituzioni nazionali.

La commissione della Lega Peruviana Per l’Aviazione, incaricata delle cortesie durante lo sviluppo della cerimonia, fu composta dai seguenti soci: Manuel Gutierrez della Barriera, Victor Graffia, Alejandro Garland, José B. Goyburu, Elias Guillermo Correa Elias, Alberto Barreda e Laos, e Manuel Garcia Calderon Romagna.

Tra i resti dell’aeroplano che furono consegnati c’erano: il motore tipo Gnome di 50 H.P. in buone condizioni, il timone, il serbatoio del combustibile, quattro sottili tiranti temprati, un sedile, una campana di direzione coi suoi fili di ferro, un imbuto, due ruote principali, due assi di pedali, un’intelaiatura di distribuzione in tre pezzi, due tubi per il combustibile, un grosso tirante temprato, due parti di ali ed un tubo di scarico. In questa cerimonia di consegna si ricordò che l’elica era stata danneggiata e che ne poterono essere recuperati solo alcuni pezzi che furono anch’essi consegnati. In quanto alle ali, si informò che una era rimasta come ricordo nel museo di Domodossola e l’altra nel Museo di Parigi.

La cerimonia di consegna dei resti incominciò con il discorso del signor Felipe Chavez Dartnell, fratello maggiore di Jorge Chavez. Dirigendosi al Presidente della Lega Peruviana Per l’Aviazione, il signore Felipe Chavez affermò che a nome della sua famiglia e suo proprio, consegnava queste reliquie affinché fossero conservate in quel locale. Dopo gli applausi ricevuti, parlò il Presidente della Lega Peruviana Per l’Aviazione, Generale di Brigada Pedro E. Muñiz che, dopo aver ricevuto i pezzi del Bleriot XI di Chavez, consegnò al signore Felipe Chavez un’artistica targa d’oro con un’incisione, tra le ali di un’aereoplano diceva: “La Lega Peruviana Per l’Aviazione al glorioso pilota Jorge Chavez, campione mondiale d’altezza e vincitore delle Alpi - 27 settembre 1910.”

Immediatamente dopo, il Generale Muñiz consegnò i resti dell’aeroplano Bleriot XI all’Istituto Storico del Perù, affinchè fossero affidati da quel momento alle sue cure. Successivamente, si ascoltò un’interpretazione musicale, ed alla cui conclusione, il giornalista e poeta Luis Cisneros, figlio del poeta Luis Benjamín Cisneros, declamò una composizione intitolata “Elegia a Jorge Chavez”. Per concludere la cerimonia, prese la parola il Generale di Brigada Norberto Eléspuru, Presidente dell’Istituto Storico del Perù che ringraziò per la consegna dei resti dell’aeroplano Bleriot di Jorge Chavez e dichiarò conclusa la cerimonia.

BleriotNell’anno 1957, il Ministero di Aeronautica accettò l’idea della ricostruzione dell’aeroplano Bleriot, e incaricò della sua esecuzione l’allora Centro di Istruzione dell’Aeronautica il cui Comandante era il Maggiore Generale FAP Jesús Melgar Escutti. Pertanto, i resti dell’aeroplano Bleriot che erano stati conservati nell’Istituto Storico, furono portati al Centro di Istruzione dell’Aeronautica per essere studiati e successivamente essere adattati al modello che si cercava di ricostruire. I lavori furono eseguiti dai tecnici Javier Espejo Castro, Manuel Sanchez Ortega, Julio Florián Gagliardo, Heraclio Talavera Rialza, Diego Ramos García e Guillermo Uriarte Carrillo.

Il 19 settembre 1957, lo stesso giorno dell’arrivo in Perù dei resti di Jorge Chavez Dartnell, il motore Gnome di 50 cavalli di forza del monoplano Bleriot XI ricostruito si fece sentire, quando venne acceso e provato dal Maggiore Generale Jesus Melgar Escutti. Dopo di ciò, nella spianata che si trova nella parte posteriore del padiglione centrale di Le Palme, il Bleriot rullò sulla pista fino ad ubicarsi all’inizio della stessa. Il suo pilota, il Generale Melgar, provò due volte il decollo davanti all’ammirazione dei presenti. In quel tempo, l’autore di questa opera era cadetto del secondo anno della Scuola Ufficiali dell’Aeronautica, e potè essere testimone di questo singolare fatto storico che riproduceva la scena del 23 settembre 1910 a Briga, in Svizzera, quando il giovane aviatore peruviano Jorge Chavez si alzava col suo monoplano Bleriot XI deciso a vincere e superare le imponenti Alpi. Il motore che ascoltavamo sulla pista di volo di Le Palme in quel momento era come quello che ruggì il 23 settembre 1910, sia nel decollo dalla pista di Briga sia nella salita e la traversata, accompagnando Chavez nel suo ultimo volo. Il motore Gnome di 50 HP della Bleriot XI di Chavez era rinato, stava funzionando nuovamente e si faceva sentire, grazie agli sforzi fatti dai tecnici del Servizio di Mantenimento dell’Areonautica Militare Peruviana ed i loro collaboratori.

Attualmente, queste pregiate reliquie, dopo essere rimaste per molti anni nel Museo Storico del Perù, fanno parte del Museo Aeronautico, che si trova nel padiglione centrale della Base Aerea di Le Palme. La replica dell’aeroplano Bleriot XI fu messa su di un piedistallo vicino al mausoleo in cui sono sepolti i resti mortali dell’insigne aviatore peruviano, pioniere dell’aviazione mondiale e nazionale, Jorge Chavez Dartnell, nella base aerea di Le Palme, davanti ad un altro celebre aereoplano, il North American NA-50 che occupa anche un piedistallo vicino al mausoleo in cui si conservano i resti mortali dell’Eroe Nazionale Capitano FAP José Abelardo Quiñones.

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