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I monumenti eretti alla memoria di Jorge Chavez Dartnell

monumento Il primo paese che decise la costruzione di un monumento in memoria della traversata delle Alpi fatta da Jorge Chavez Dartnell fu l’Italia. Perciò, nella pista di Domodossola, nel posto dove cadde il Bleriot di Chavez dopo avere superato le Alpi, si eresse una colonna di granito sulla quale venne inciso il nome del vincitore delle Alpi. Anche nella piazza principale di Domodossola si eresse un monumento alla memoria di Chavez, con una scritta con la data del giorno in cui morì il valoroso aviatore peruviano: 27 settembre 1910. La costruzione di questo monumento fu patrocinata a Roma dal giornale il Corriere della Sera.

A Parigi si eresse un monumento col busto di Jorge Chavez nell’Ecole d’Electricité et Mécanique Industrielles Violet di Parigi dove frequentò studi di ingegneria e si laureò.

monumento Il Governo Svizzero ordinò che si erigessero due monumenti: uno sulla pista da cui decollò l’aeroplano Bleriot XI di Chavez per la gran traversata delle Alpi, e l’altro nella piazza principale di Briga, vicino alla pista da dove iniziò il volo che l’immortalò. Il 12 dicembre 1920, il Municipio di Briga, per una gradevole iniziativa del suo Sindaco, il dottore Guglieminetti, inaugurò il monumento alla memoria di Jorge Chavez Dartnell che partì da lì per attraversare per la prima volta nella storia dell’aviazione mondiale le imponenti Alpi. Fu il Municipio di Briga quello che cedette il terreno. Il governo peruviano contribuì alla costruzione del monumento il cui scultore fu il signor Colin. L’inaugurazione dell’opera d’arte in onore di Chavez avvenne in una cerimonia che fu presieduta dal Príncipe Roland Bonaparte.

In Perù, il 23 settembre 1937, essendo passati 27 anni dalla traversata delle Alpi fatta dall’ingegnere ed aviatore peruviano Jorge Antonio Chavez Dartnell – in occasione della Conferenza Tecnica Interamericana dell’Aviazione che si svolgeva quell’anno a Lima e come un omaggio della comunità italiana residente in Perù al quarto centenario della fondazione di Lima, celebrato nel 1935 –, ebbe luogo l’inaugurazione del monumento a Jorge Chavez Dartnell fatto dallo scultore Eugenio Beroni.

L’opera artistica rimase nel Parco Jorge Chavez, chiamato così dal Municipio perchè ivi fu posto il monumento, nelle vicinanze dell’allora Ippodromo di Santa Beatriz, oggi Campo di Marte e Viale della Peruanità.

monumento L’inaugurazione del monumento costituì un’imponente cerimonia militare e civile a cui assistettero il Presidente della Repubblica, Generale EP Oscar R. Benavides, i presidenti dei pubblici poteri, il corpo diplomatico, le delegazioni speciali straniere partecipanti alla Conferenza Tecnica Interamericana di Aviazione svoltasi a Lima, così come i rappresentazioni ufficiali delle Forze Armate e delle dipendenze amministrative dello Stato, insieme a una gran quantità di pubblico che, secondo il giornale Universal di Lima nella sua edizione del 24 settembre, raggiunse le 90 000 persone, che affollarono i locali dell’Ippodromo di Santa Beatriz.
A questa cerimonia fu specialmente invitato l’aviatore peruviano Juan Bielovucic che aveva riscosso molta ammirazione in Europa per i magnifici voli realizzati, e che fu, dopo Jorge Chavez, il secondo aviatore al mondo a sorvolare le Alpi da Briga fino a Domodossola, il 25 gennaio 1913, compiendo così il giuramento fatto quando andò a visitare Chavez prima che morisse: continuare l’opera di Chavez e vincere le Alpi, non solo per vendicare il suo compatriota, ma anche, e soprattutto, per onorare il suo paese e contribuire alla creazione dell’aviazione peruviana.

Il Presidente della Repubblica arrivò alle 11 di mattina. Dando inizio alla cerimonia ufficiale, si fece cadere il velo che copriva il monumento, mentre si ascoltavano le note dell’Inno Nazionale Peruviano. Quindi si suonò la Marcia Reale Italiana. Indi furono collocate placche di bronzo commemorative da parte dei rappresentanti dell’Argentina, Brasile e Cile, che rendevano così nel bronzo eterna memoria della loro ammirazione all’insigne aviatore Jorge Chavez Dartnell.

Durante questa inaugurazione, prese la parola il Presidente di allora del Comitato Per il Monumento, signor Gino Salocchi, che era succeduto al signor Giovanni Battista Isola che l’iniziò nel 1935. Nel suo discorso, Salocchi disse, tra l’altro che: “Lo scultore Eugenio Baroni esalta perfettamente la vittoria santificata dal sacrificio: la più grande, la più nobile delle vittorie. Questo monumento più che simbolo è un altare dove la gioventù peruviana riceverà gli auspici per portare sempre questa cara patria verso conquiste più importanti, verso destini più fulgidi.” Al termine del suo discorso, prese la parola il Sindaco del Consiglio Comunale e Provinciale di Lima, signor Eduardo Dibós Dammert, che fu un gran collaboratore di questa opera. Tra altre cose, il Sindaco segnalò quanto segue: “In questo luogo convergeranno il passato ed il futuro, per rendere omaggio al massimo eroe dell’aviazione nazionale: Jorge Chavez. All’eroico adolescente che fu il pioniere della moderna aviazione, conquistando per sé e per la sua patria una gloria eterna.” Finito il discorso del Sindaco, prese la parola il Comandante CAP Jorge Alva Saldaña, Capo di Stato maggiore del Corpo Aeronautico del Perù, ed immediatamente dopo fu suonato l’Inno dell’Aviazione Peruviana. Concluso l’Inno dell’Aviazione, prese la parola il Capo dello Squadrone degli Aeroplani d’Italia, Generale Ulises Longo; il Comandante Augusto Magnan, in rappresentanza del Corpo d’Aviazione Cileno; il Generale Armando Verdaguez, in rappresentanza del Corpo d’Aviazione Argentino; ed il dottore Joaquín Licinio di Souza ed Almeida, in rappresentanza del Brasile.

Quando i rappresentanti dei vari paesi ebbero finito di parlare, si invitò il Presidente della Repubblica a visitare il monumento ed ad apprezzare l’opera nei minimi particolari. Dopo averci girato intorno, il Presidente ritornò nella tribuna d’onore dell’Ippodromo di Santa Beatriz e assistette alla vistosa sfilata militare alla quale parteciparono soldati della Marina, dell’Aereonautica Peruviana e dell’Esercito che marciarono sulle note di quella che era la Banda Musicale della Guardia Repubblicana del Perù.

Alle 12,40, quattro squadriglie di aerei da combattimento, con un totale di 65 biplani in formazione, appartenenti alla portaerei americana “Ranger”, sorvolarono il monumento e le tribune dell’Ippodromo di Santa Beatriz ricevendo gli applausi del pubblico presente. Poi apparsero due aeroplani, un Junkers ed un Boeing colombiani, e da uno di essi fu lanciata una corona di fiori sul monumento. Quindi passarono tre aeroplani ecuadotoriani, uno di Panama, cinque caccia Hawk boliviani, tre aeroplani Curtiss-falco cileni e 51 aeroplani di vari tipi, tra i quali si trovavano Hanriot, Caproni Ca-111, Caproni Ca-114, Hawk, tanto da istruzione come da bombardamento e caccia, ed idrovolanti appartenenti all’Aereonautica Peruviana che sorvolarono e fecero acrobazie per 20 minuti sopra le tribune ed il monumento a Chavez.

Successivamente, dieci aeroplani Consenso CR-32 di quella che era la Reale Aeronautica Italiana, formando due squadriglie di cinque unità ognuna, fecero delle acrobazie sopra il monumento e l’Ippodromo di Santa Beatriz. Chiudendo questa sfilata aerea, fece la sua apparizione l’Alfiere dell’Aereonautica Peruviana Ernesto Gómez Cornejo in un aeroplano Caproni Ca-113, per realizzare una serie di acrobazie che entusiasmarono le persone presenti, ragione per cui fu molto applaudito alla fine della sua esibizione. Alle 3,30 del pomeriggio, se ne andò il Presidente della Repubblica, e pertanto si concluse la grande cerimonia dell’inaugurazione del monumento a Jorge Chavez.

Il giorno dopo, i titoli dei giornali parlavano di questa gran inaugurazione in questi termini:

“Lima ieri assistette, emozionata, alla più formidabile dimostrazione aeronautica svoltasi in Sud-America”

“Mai in una cerimonia si assistette al volo di cento quaranta aeroplani che resero omaggio a Chavez”

“Sfilarono tutte le forze armate di terra, d’aria e di mare”

“Impressionanti acrobazie della Squadriglia Italiana e dell’'Alfiere Gómez Cornejo”

(Giornale Diario Universal di Lima 24 settembre 1937)

La lunghezza di questi titoli occupò cinque pagine, ed inoltre fu accompagnata da numerose fotografie.

Jorge Chávez nel Giornalismo Mondiale ed Nacionale: Pagine di diario di Universal di Lima Settembre 24, 1937

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