Español | Italiano | Francais | English Archivi multimediali Glossario Precedente 1 di 1 Successivo



Ritorno in patria dei resti del vincitore delle Alpi

le bourgetPerù e Francia si misero d’accordo per il rimpatrio dei resti mortali del vincitore delle Alpi, l'aviatore ed ingegnere peruviano Jorge Chavez Dartnell, e dopo dei preparativi effettuati in entrambi i paesi, il 12 settembre 1957, il feretro di Chavez, dopo essere rimasto per 47 anni nel mausoleo dei suoi genitori, nel Cimitero di Pére Lachaise, a Parigi, fu riesumato, controllato e ristrutturato, per essere portato fino alla Chiesa di Saint Pierre di Chaillot dove ci fu una Messa da Requiem alla presenza di molte persone.
Alla fine della messa, la bara, coperta dalla bandiera peruviana e circondata da grandi corone di fiori, fu trasportata fino all'aeroporto Le Bourget, a Parigi, dove arrivò accompagnata da una gran comitiva e scorta d’onore.

Al suo arrivo all’aeroporto Le Bourget, i resti dell’aviatore peruviano Jorge Chavez Dartnell furono ricevuti dalla comitiva ufficiale, formata, tra gli altri, dall’Aiutante del Presidente Francese, M. René Coty; l’Ambasciatore Peruviano, Ingegnere Héctor Boza; il Ministro degli Affari Esteri, M. Christian Pineau; il Comandante in Capo dell’Aviazione Francese, Generale D’Armee Marcial Valín; il Nunzio Apostolico, Rvdo. Paul Marella; membri del Corpo Diplomatico; delegazioni delle Forze Armate Francesi; il signor Manuel Chavez Dartnell, fratello di Jorge Chavez Dartnell, ed altri parenti dell’eroe. Era anche presente un gruppo di soldati francesi con bandiera e banda, per rendere gli onori militari decretati dal Governo Francese. Finita la resa degli onori militari a Chavez, il Generale Marcial Valín, Comandante in Capo dell’Aviazione Francese, fu incaricato di appountare la Medaglia dell’ Aeronautica, la più alta onorificenza dell’Aviazione Militare Francese, alla bandiera peruviana che copriva la bara coi resti mortali di Jorge Chavez Dartnell. Quest’alta onorificenza fu concessa come un omaggio postumo all’insigne e gran aviatore peruviano, mentre la banda eseguiva gli inni nazionali peruviano e francese.

Concedendo l’onorificenza, il Generale Valín disse, tra l’altro che:

llegada"Chavez contribuì alla preparazione della via verso un’aviazione moderna, e abbiamo il dovere di concedergli la suprema ricompensa francese dell’aviazione, in questo aereoporto dove molti pionieri dell’aviazione arrivarono e partirono.” Conclusa la cerimonia dalla concessione della Medaglia dell’Aeronautica, il feretro fu collocato su di un aeroplano bimotore dell’Aereonautica Militare Francese, un Noratlas Nord-2501, per essere trasportato a Lima. Nell’aeroplano francese, oltre all’equipaggiva, viaggiava una scorta militare che accompagnava il feretro, e che era incaricata di rendergli gli onori durante il viaggio.

L’aeroplano decollò diretto a Blida, Algeria, prima tappa del viaggio, per proseguire poi per Dakar e Natale. Si diresse successivamente all’aerodromo militare Campo Dos Alfonsos a Rio de Janeiro, dove fu ricevuto da moltissima gente, tra cui si trovavano l’Ambasciatore Peruviano in Brasile, signor Carlos Echecopar Herce, e l’Ambasciatore Francese in Brasile, signor Bernard Hardión, oltre ad ufficiali superiori e cadetti dell’Aereonautica Militare Brasiliana. Dopo essere stata scaricata dall’aeroplano francese, la salma di Jorge Chavez fu trasportata in una severa cappella ardente specialmente preparata dalla FAB dove ebbe. durante i due giorni che rimase in terra brasiliana, una guardia d’onore permanente formata da cadetti dell’Aereonautica Militare Brasiliana.

Il 18 settembre, l’aeroplano Noratlas Nord-2501 dell’Aereonautica Militare Francese decollò dell’aeroporto Campo Dos di Rio de Janeiro coi resti mortali di Jorge Chavez. Atterrò successivamente a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), dove l’Aereonautica Militare Boliviana gli presentò gli onori corrispondenti e montò guardia permanente davanti al feretro coi resti mortali dell’insigne aviatore peruviano, fino al giorno dopo. La mattina del 19 settembre, l’aeroplano francese con la salma di Chavez decollò dall’aeroporto di Santa Cruz de la Sierra diretto a quello che era l’aeroporto di Limatambo, dove arrivò a mezzogiorno, scortato da otto aeroplani dell’Aereonautica Militare Peruviana.

limatamboIn quello che fu l’aeroporto di Limatambo, si concentrò una gran folla per assistere all’arrivo in patria del feretro del vincitore delle Alpi. Nella spianata dell’aeroporto si schierarono gli ufficiali per rendere gli onori corrispondenti. Verso il sud della spianata, si localizzarono i battaglioni dei cadetti delle scuole dell’Esercito, della Marina e dell’Aviazione del Perù, così come delegazioni dei cadetti delle scuole aereonautiche delle nazioni sorelle Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Repubblica Dominicana e Venezuela. Verso il nord della spianata, si schierarono gli alunni della Scuola Nazionale Nostra Sig.ra di Guadalupe e della Scuola Italiana Antonio Raimondi. Chiudendo la formazione, era schierato un battaglione di soldati dell’Aviazione Militare Peruviana. Al centro della spianata, si collocò la Rappresentanza Ufficiale del Perù, accompagnata dalle delegazioni straniere specialmente invitate: Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Cile, Ecuador, El Salvador, Francia, Italia, Messico, Nicaragua, Repubblica Dominicana e Venezuela. Tra gli assistenti si trovavano: il Generale Salvatore García Zapatero, Capo della Casa Militare del Presidente della República Manuel Prado; il Ministro della Guerra, Generale Alejandro Quadra Ravines; il Ministro di Marina, Contrammiraglio Emilio Barrón Sánchez; il Ministro d’Aeronautica, Maggiore Generale FAP Manuel Polidoro García Mejía; il Presidente del Senato Francese, signor Gaston Monnerville; l’Ambasciatore Francese, signor Leone Brasseur; l’Ambasciatore Peruviano in Francia, signor Héctor Boza Ariscorbe; l’Ambasciatore in Missione Speciale, Maggiore Generale FAP Fernando Melgar Conde; il Sindaco di Parigi, signor Marcel Leveque; il Comandante dell’Aviazione Francese, Generale D’Armee Marcial Valín; i fratelli di Jorge Chavez, Manuel e Juan Chavez Dartnell; personale militare e corpo diplomatico accreditato a Lima.

A mezzogiorno del 19 settembre, fece la sua apparizione, nel cielo di Lima, l’aeroplano bimotore francese Noratlas Nord-2501, scortato da aeroplani a reazione Hawker Hunter dell’Aviazione Militare Peruviana.

Dopo essere atterrato, l’aeroplano Noratlas Nord-2501 rullò fino alla spianata principale dell’aeroporto di Limatambo, dove si fermò e spense i motori. Lì si trovavano le autorità civili e militari e le formazioni di cadetti, truppa e studenti. Immediatamente dopo, le porte posteriori dell’aeroplano Noratlas Nord-2501 furono aperte, e si vide al suo interno il feretro con la guardia d’onore e le bandiere peruviana e francese.
Il feretro fu fatto scendere dall’aeroplano ed immediatamente coperto dalla bandiera peruviana e portato a spalla dai seguenti generali: Salvatore Noya Ferré, Enrique Bernales Bedoya, Guillermo Suero Bustamante, Luis Darío Cayo Murillo, Raúl Ravines Benavides ed Armando Zamudio Colmenares che lo trasportarono fino al posto stabilito affinché il Vicario Generale Militare celebrasse l’omelia funebre. Dopo di ciò, fu suonato l’Inno Nazionale Francese. Terminando l’inno, il Comandante in Capo dell’Aviazione Militare Francese, Generale Marcial Valín, prese la parola e consegnò i resti mortali dell’insigne aviatore ed ingegnere Jorge Chavez Dartnell al Comandante Generale dell’Aviazione Militare Peruviana. Quindi dopo che il Maggiore Generale FAP Salvatore Noya Ferré, Comandante Generale dell’Aviazione Militare Peruviana, ebbe ricevuto a nome del Governo Peruviano i resti mortali di Jorge Chavez, rispose al Generale Valín con un discorso.

Ruta

Clicca qui per visualizzare l'animazione della traiettoria di volo di trasportare i resti di Jorge Chavez.

plaza de armas de limaFinita la cerimonia con le vibranti note dell’Inno Nazionale Peruviano, si collocò il feretro sulla carrozza funebre, incominciando la sfilata verso la città. Sia durante il tragitto fino alla Cattedrale di Lima, sia al suo arrivo, la cittadinanza gli offrì un silenzioso e riverente omaggio. Trattenendosi davanti alle porte della Cattedrale, il feretro fu fatto scendere dalla carrozza e portato in spalla da generali e scortato da cadetti dell’Aviazione Militare Peruviana, all’interno della Basilica Metropolitana, dove fu ricevuto dal Consiglio Comunale al completo e dai membri del Seminario Conciliare di Sacro Toribio, e portato al centro della navata principale fino ad essere posto ai piedi dell’abside. Immediatamente dopo, ci fu una Messa da Requiem, che fu celebrata dall’Arcivescovo di Lima e Primate del Perù, Sua Eminenza Juan Landazuri Ricketts.

Dopo la Messa, i resti mortali di Jorge Chavez rimasero nella Cattedrale fino a domenica 22 settembre, affinché potesse essere visitati dal numeroso pubblico che giornalmente si presentò per rendergli il suo postumo omaggio.

Domenica 22 furono trasportati alla Base Aerea di Le Palme, sede dell’allora Centro di Istruzione dell’Aeronautica. Nella Piazza d’Armi di quel Centro, si trovavano truppe della Guarnigione di Lima in perfetta formazione, accompagnate dalle delegazioni dei cadetti delle varie aereonautiche che erano state invitate all’omaggio postumo a Jorge Chavez.

Nel Padiglione Centrale di quella che era la Scuola Ufficiali dell’Aviazione Militare Peruviana, si preparò la camera ardente dove furono vegliati i resti mortali di Chavez, con Guardia d’Onore permanente, fino alla mattinata di lunedì 23 settembre 1957, giorno in cui si celebrava il quarantasettesimo anniversario della gloriosa traversata delle Alpi, e data anche in cui si procedette alla sua inumazione nel mausoleo che l’Aviazione Militare Peruviana gli aveva riservato nella Piazza d’Armi della Scuola stessa.

Alla cerimonia assistettero i Presidenti dei Poteri dello Stato, i Ministri del Governo, il corpo diplomatico, le delegazioni straniere, le commissioni di ufficiali delle Forze Armate, i cadetti delle scuole delle FF.AA e della Polizia, gli alunni della Scuola Militare Leoncio Prado e le commissioni rappresentative di diverse scuole della capitale. Il distaccamento militare fu comandato dall’allora Colonello FAP José Gagliardi Schiaffino. Incominciò la cerimonia con l’alza bandiera, insieme agli accordi della marcia di bandiera, e poi venne suonato l’Inno Nazionale Peruviano. Successivamente si celebrò la Messa di Campagna ed il Giuramento della Bandiera per le reclute dell’anno 1957, la lettura del proclama del Ministro dell’Aeronautica e la consegna delle onorificenze con la Croce Peruviana al Merito Aereonautico.

entierroIndi, il feretro coi resti mortali di Jorge Chavez che era rimasto nella camera ardente con la Guardia d’Onore permanente nel padiglione centrale di Le Palme, fu trasportato e posto davanti al mausoleo che era stato costruito nei giardini della Piazza d’Armi di Le Palme, posto in cui il Vicario Generale Militare, Monsignore Santiago Hermoza y Sarmiento, celebrò l’omelia funebre corrispondente. Finito il rito, prese la parola il Generale Marcial Valín, Comandante in Capo dell’Aviazione Militare Francese, rendendo un ultimo omaggio all’insigne aviatore, a nome della nazione francese. Successivamente, prese la parola il Comandante Generale FAP Luis Darío Cayo Murillo, a nome dell’Aviazione Militare Peruviana. Al termine di questo discorso, il Ministro dell’Aeronautica, Comandante Generale FAP Manuel Polidoro García, condecorò l’Eroe delle Alpi con l’onorificenza postuma nel grado di Gran Croce Peruviana al Merito Aeronautico. Conclusa la condecorazione, si introdusse il feretro all’interno del mausoleo, vicino ad un’anfora contenente terra di Domodossola, dove fu chiuso con una lastra di marmo nero su cui venne posta una targa di bronzo con la seguente iscrizione: “Alla memoria di Jorge Chavez D. Vincitore delle Alpi, caduto a Domodossola il 23 settembre 1910. Su, sempre su.” Durante l’atto si ascoltarono rulli di tamburi e colpi di fucile.

mausoleoPoi, arrivò a Le Palme, in un elicottero Alouette, il signore Presidente della Repubblica Peruviana, ingegnere Manuel Prado. Dopo aver ricevuto gli onori a Lui dovuti e passato in rivista il contingente terrestre correttamente schierato, il Presidente si avvicinò al mausoleo di Jorge Chavez ed a nome della Nazione collocò personalmente una corona di fiori ai piedi dello stesso, mentre si sentiva il silenzio suonato da un trombettiere della banda musicale dell’Aviazione Militare Peruviana. Indi, il Presidente si trasferì nello spiazzo posteriore del padiglione centrale di Le Palme dove venne presentata la replica dell’aeroplano Bleriot, si svolse la sfilata militare del contingente militare terrestre ed un’esibizione aerea con la partecipazione degli aeroplani da combattimento di fabbricazione inglese Hawker Hunter.

Pertanto i resti del vincitore delle Alpi riposano, da quella data, in terra peruviana che non potette mai conoscere ma a cui diede gloria. Come peruviano nato all’esterno, mantenne un legame spirituale permanente con la patria, al punto che quando dovette iscriversi nelle differenti gare aeree a cui prese parte, lo fece sempre come peruviano. Quando si trovava a Briga, Svizzera, disposto ad attraversare le Alpi, sul capannone dove teneva il suo monoplano c’era scritto a caratteri cubitali, il suo cognome, e sul tetto sventolava il rosso e bianco della bandiera peruviana. L’iscrizione per la traversata delle Alpi la fece come peruviano. Amava il Perù per quello che i suoi genitori gli avevano raccontato del suo paese; non lo aveva mai visto fisicamente, è vero, ma lo conosceva ed era cosciente che, benché nato in Francia, era stato iscritto nel Consolato Peruviano e pertanto era peruviano. In realtà, sentì sempre il richiamo del sangue e quell’unione spirituale con la patria lontana.

Ricordiamo anche che quando le Il Parlamento Peruviano mandò a Jorge Chavez e Juan Bielovucic affettuose messaggi di incoraggiamento e congratulazioni, ed il giornale La Prensa di Lima inviò a Chavez un telegramma di complimenti per i trionfi ottenuti in Europa, questi rispose nella seguente maniera:

“La Prensa. Lima, 10 settembre 1910. Ringrazio i compatrioti. Non perdo di vista servizi aviazione presterà Patria. Firmato, Chavez.” Come possiamo vedere, il Perù era sempre presente nella vita di Jorge Chavez, ed ora, certamente, Jorge Chavez sarà sempre vivo per tutte le generazioni presenti e future peruviane.

Se nella casa dei pionieri ed eroi dell’aviazione peruviana facessero l’appello ed chiamassero il nome di Jorge Chavez Dartnell, la risposta che ascolteremmo all’unisono sarebbe... “PRESENTE!”

Discorsi

Video

Archivi Multimediali: Ritorno in patria dei resti del vincitore delle Alpi

   
  Precedente 1 di 1 Successivo