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La traversata delle Alpi: L’aereo Bleriot XI e le sue modifiche

Bleriot XIVediamo come era l’aereo Bleriot XI che fu comprato da Jorge Chavez, quali erano le sue caratteristiche e quali cambiamenti gli fece.
L’aeroplano Bleriot XI era un monoplano, monomotore, monoposto, con la intelaiatura della fusoliera fatta di asticelle di legno coperte parzialmente di stoffa. La fusoliera aveva anche dei cavi fabbricati con corde di pianoforte di 1,5 mm. L’intelaiatura delle ali e le strutture della fusoliera di coda erano anch’esse di legno, ricoperte di stoffa. Aveva due serbatoi di bronzo per il combustibile, i quali erano installati nella parte anteriore della fusoliera, sulle gambe del pilota.

El patin de cola del Bleriot XIIl carrello di atterraggio anteriore era formato da due ruote simili a quelle usate nelle biciclette, con ammortizzatori, ed inoltre aveva un’altra ruota nella parte posteriore ed inferiore della fusoliera che agiva come pattino di coda. Jorge Chavez richiese che la ruota di pattino di coda fosse rimossa e al suo posto fossero messe due strutture curve a forma di “U”, intrecciate, che furono fissate nella parte inferiore e posteriore della fusoliera, davanti ai piani di coda.

Questo insieme, progettato da Jorge Chavez per realizzare atterraggi più brevi ed in pendenza, agiva da freno, perché gli permetteva di ridurre la velocità entrando in contatto col terreno, poiché allora le ruote anteriori non avevano un sistema di frenaggio.

 

 

Bleriot XI

Il Bleriot XI disponeva, davanti alla cabina dove si collocava il pilota, di un’intelaiatura a castello, con due basi di forma triangolare unite nei vertici superiori da una sbarra, da dove partivano i tensori che arrivavano fino alle ali. Nella parte inferiore della fusoliera, sotto il posto del pilota, c’era un altro piccolo castello, simile ad un cono rovesciato, con tensori che fissavano le ali nella parte inferiore. I tensori di entrambi i castelli erano corde di pianoforte di 2 a 2,5 mm, e nella parte anteriore le stesse erano di 3 mm. La leva di comando, muovendola ai lati, creava una tensione dei cavi verso le ali e produceva così torsione necessaria per effettuare i viraggi tanto a sinistra come a destra, poiché l’aeroplano non aveva gli alettoni. Quella stessa leva, spinta indietro o avanti, spostava già alcuni cavi di 2,5 mm che muovevano i piani di profondità nella truttura di coda, per salire o per scendere. I pedali azionavano il timone di direzione nel pennacolo di coda.

Motor del BleriotIl motore propulsore del monoplano Bleriot XI era un Gnome Omega di 50 HP, radiale rotativo di 7 cilindri, lubrificato con olio di ricino, il cui serbatoio era localizzato vicino al motore stesso. Il suo raffreddamento veniva fatto dall’aria ricevuta. Questo motore muoveva un’elica di legno a due pale che produceva la trazione girando ad una frequenza di 200 - 1 250 rivoluzioni, che erano registrate dal tachimetro. Al fine di ridurre la possibilità di formazione di ghiaccio durante i voli ad alta cuota, i tubi dell’olio del motore furono ricoperti con alcuni involucri, progettati da Jorge Chavez, che contenevano amianto e lana.

Per conoscere la quota a cui volava l’aereo, dato che non era stato ancora inventato l’altimetro, si utilizzava un barometro portatile. Questo era una piccola e leggera scatola d’alluminio con coperchio di vetro che conteneva al suo interno un sistema a orologeria che funzionava a corda e che agiva su un cilindro dove si arrotolava una carta millimetrata che proveniva da una bobina parallela. Un aneroide articolava il meccanismo di una sensibile e molto delicata lancetta che aveva all’estremità un pennino con un piccolissimo serbatoio di inchiostro speciale. Al passaggio della carta, questo pennino registrava graficamente le variazioni della pressione millibarica, indicando le condizioni di aumento o diminuzione, cosa che permetteva decifrare la quota in cui si trovava l’aeroplano.

Chavez con su traje de vuelo C’era anche una bussola e un tachimetro. Non c’era nessun altro tipo di strumento per il controllo della quota dell’aeroplano. Il cui controllo si realizzava solo attraverso il contatto visivo del pilota, e la navigazione si faceva ad occhio.

La cabina non aveva nessun copertura protettiva per il pilota, e neanche aveva parabrezza, pertanto il pilota era obbligato ad utilizzare occhialoni di volo e vestiti pesanti contro il freddo, poiché durante il volo riceveva direttamente il vento sul torso e sulla testa. Perciò, Jorge Chavez aveva ordinato un vestito speciale per il volo, foderato con carta cinese all’interno e con seta impermeabile esternamente, oltre ad una gran quantità di amianto tra tutte e due le fodere, sistema che gli offriva una buona protezione dal freddo. All’interno della cabina c’erano solo un leggero sedile di legno e vimini, senza cinture di sicurezza che mantenessero il pilota fissato allo stesso, durante il volo. C’era anche la leva di comando, che aveva un piccolo volante nella parte superiore. Il controllo dell’acceleratore del motore era in cabina, e la bussola era ubicata ad un lato di ciò che formava il pannello centrale. Il tachimetro che Chavez fece installare nel Bleriot si trovava nella parte superiore sinistra della cabina, e l’intelaiatura delle mappe, nella parte centrale superiore della stessa, vicino alla bussola. La scatola del barometro venica messa con delle cinghie al collo del pilota. Il barometro era realmente uno strumento usato dai geografi, e Chavez l’aveva adattato per poterlo trasportare nei suoi voli.

Le dimensioni, peso e caratteristiche di volo del Bleriot XI erano le seguenti:

  • Apertura d’ali: 7,20 m
  • Corda: 2,05 m
  • Longitudine: 8 m
  • Altezza: 2,55 m
  • Area di sostentamento: 14 m2
  • Peso dell’aeroplano senza motore: 158 kg
  • Peso del motore Gnome di 50 HP: 110 kg
  • Carico: 144 kg
  • Peso totale: 412 kg
  • Velocità minima: 50/55 km/h
  • Velocità massima: 90 km/h
  • Rivoluzioni dell’elica: da 200 a 1 250
  • Altitudine massima: 4 000 m

Come si può notare, gli aeroplani agli inizi del secolo XX erano rudimentali e semplici, molto diversi da quelli della fine del secolo XX e degli inizi del secolo XXI, che quasi cento anni dopo, abbiamo conosciuto ed avuto la possibilità di pilotare o di vedere volare. Come erano fragili e privi di strumenti di volo quelle macchine volanti con le quali gli aviatori decollavano e con cui l’insigne aviatore Jorge Chavez si avventurò, con decisione e valore, per essere il primo ad attraversare le Alpi. Che coraggioso fu quel giovane aviatore peruviano che vinse una gran barriera naturale ed aprì una nuova rotta aerea tra la Svizzera e l’Italia, immolando la sua giovane vita al progresso dell’aviazione mondiale.

Avendo dunque illustrato come era e che caratteristiche aveva l’aeroplano acquistato da Jorge Chavez, passeremo a vedere come fu che ottenne il record d’altezza l’8 settembre 1910, quando appena aveva ricevuto l’aeroplano Bleriot XI con le modifiche che aveva richiesto venissero fatte.

Manuale: Descrizione Dettagliata del Monoplano Bleriot XI

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